Centro giovanile
"Cristo Re"
8 Settembre 2010

Il Coraggio di dire la propria, il piacere di fare domande, l’impegno di cercare risposte, l’opportunità di offrire idee…

Apriamo questo spazio nel nostro sito per offrire, a chi lo volesse, la possibilità di un dialogo reale in oratorio, tra prete, genitori, ragazzi, e educatori e tutti coloro che hanno a cuore l’oratorio (sia come strutture, ma soprattutto come concetto educativo).

L’idea è molto semplice: se hai domande, idee, suggerimenti, osservazioni da condividere, invia il tuo messaggio via mail a oratorio@iqt.it e cercheremo insieme risposte; se hai commenti o integrazioni da fare a quanto già detto a proposito di un tema già emerso, dì la tua!

Insieme si cresce meglio e più corresponsabilmente.


Ciao Don
sai più ci penso e più l'idea mi piace. Capodanno sempre con i genitori ... che noia, che pizza !!! Perché non organizzare una mega festa in oratorio senza papà e senza mamma, solo ragazzi-e che hanno voglia di salutare l'anno passato in allegria e con gioia dare il benvenuto al nuovo che già sta bussando alla porta?
Pensaci e fammi sapere.
Matteo '95

Caro Matteo,
l’idea non mi è nuova: piacerebbe anche a me che in oratorio ci fosse la possibilità di fare festa insieme e di condividere le occasioni speciali. Per realizzarla occorre però la disponibilità e la presenza di educatori disposti a vivere questi momenti con i propri ragazzi. Ti do un consiglio: parlane con i tuoi educatori, magari come proposta in uno degli incontri di catechesi. Così potrai vedere se questo tuo desiderio è condiviso con i tuoi coetanei (e credo di sì), se loro per il capodanno sono a casa oppure sono altrove e soprattutto se i tuoi educatori si lasciano stimolare da questa idea.
Vedi, in oratorio solo alcune idee nascono dal don… Non solo perché anche il tuo don non è un pozzo infinito di idee, ma anche perché per essere realizzate hanno bisogno della collaborazione di alcune persone che le prendano a cuore. E allora, ben vengano le idee dei ragazzi che chiedono di vivere l’oratorio e di animarlo per stare insieme e per crescere insieme.
Fammi sapere cosa ne pensano i tuoi amici e i tuoi educatori e puoi contare sicuramente su tuta la mia collaborazione!
don Marco


Perché non organizzare occasioni d'incontro tra ragazzi e genitori al di fuori dell'oratorio attraverso week-end o gite a tema?
Marco '95


Caro Marco,
    hai avuto proprio una bella idea!
Fino ad ora il nostro oratorio organizza gite ed incontri in modo particolare per i ragazzi, ma è del tutto legittimo e auspicabile chiedere occasioni perché le famiglie siano protagoniste in oratorio.
Per il prossimo anno potremmo programmare fin dall’inizio una occasione (sfruttando qualche ponte oppure le vacanze scolastiche). Ma già quest’anno potremmo pensare alcune occasioni appetibili: durante le vacanze di Natale, il ponte del I maggio… L’unico ostacolo tecnico è che occorre prenotare per tempo un eventuale posto dove andare e quindi dobbiamo muoverci in fretta.
Prova a sondare se questo è un desiderio comune ad altri genitori e se le possibili date sono adeguate. Poi possiamo lanciare la proposta, magari nelle domeniche insieme, dove abbiamo la possibilità come oratorio di incontrare molte famiglie.
Speriamo di riuscire a fare qualcosa!
Ciao,
don Marco


Di notte lo sogno e di giorno lo prendo a calci eppure fa gola a tanti ragazzini, il pallone è il mio "pallino fisso" e mi piacerebbe si organizzassero alla domenica pomeriggio mini tornei di calcetto.
Ma come fare perché i ragazzini vengano all'oratorio per giocare con me? Con poche presenze non si combina gran che!
Un amante del pallone


Il nostro oratorio fino all’inizio degli anni ’90 organizzava un super torneo di calcetto per le medie in oratorio; poi, lentamente, questa tradizione è andata persa.
Lo scorso anno, in occasione della festa dell’oratorio, abbiamo lanciato la proposta di un torneo di calcetto per le medie e anche per le elementari. Come forse anche tu avrai notato, il risultato non è stato troppo entusiasmante… ma noi non ci lasciamo scoraggiare!
Anch’io ci stavo pensando. Mi è venuto in mente di lanciare la proposta al catechismo, distribuendo a tutti il volantino. Ma perché l’iniziativa abbia successo occorre che quelli come te, che vengono all’oratorio e che hanno voglia di divertirsi, che sognano un oratorio pieno di ragazzi che giocano insieme, siano pieni di entusiasmo e coinvolgano altri ragazzi. Se ognuno di noi alla domenica portasse un amico in più in oratorio, presto esso sarebbe pieno di ragazzi, talmente pieno che i nostri campi non basterebbero per tutti!


Gesù Cristo ha affidato agli apostoli il potere di rimettere i peccati al peccatore pentito. Attraverso il sacramento della confessione che deve essere UMILE, SINCERA e COMPLETA si manifesta il fermo proposito di non cadere più nei peccati commessi. Quando nel proprio cuore ci sono sentimenti di disprezzo, indifferenza e rabbia nei confronti di persone che fanno parte della nostra vita, a cui non sappiamo e non vogliamo perdonare, come è possibile una penitenza sincera? Quant’è valida l’assoluzione del sacerdote quando c’è la consapevolezza di continuare a nutrire tali sentimenti?
Anonima.


Hai toccato un tema estremamente delicato. Delicato, perché va a toccare le nostre fragilità e le nostre fatiche a vivere la conversione del cuore. Spesso ci sono persone che si accorgono dei propri peccati, umilmente e sinceramente chiedono perdono, con il desiderio autentico di non peccare più, e poi si ritrovano a lottare sempre contro le stesse tentazioni (tra cui agisce anche il nostro egoismo e la nostra indifferenza). Ci sono ambiti della nostra vita dove facciamo fatica a convertirci, pur impegnandoci molto, ambiti dove la grazia di Dio entra a fatica, facendosi strada tra le nostre ferite interiori. A volte dovremmo affidarci maggiormente e con più coraggio a Dio, che conosce il nostro cuore, che è capace di far fiorire il deserto… impossibile all’uomo ma non per Dio, ci ricorda Gesù nel Vangelo!
In questo primo caso anche chi in apparenza nutre sentimenti di disprezzo, indifferenza e rabbia, vive il dolore per questi suoi atteggiamenti che fatica ad estirpare da sé. Lui è il primo a voler cambiare e fa fatica a far nascere in lui l’uomo nuovo… Andrebbe aiutato a farlo, magari offendo noi il nostro perdono gratuito e a volte inaspettato. Sai, in alcune circostanze è più disarmante un sorriso e una parola gentile, di molte rivendicazioni di giustizia e di correttezza fatte con toni duri e aggressivi.
Diverso è il caso di chi non vuole cambiare. Perché sia valida l’assoluzione sacramentale occorre il sincero pentimento per i peccati commessi e il desiderio sincero di non peccare più (oltre che la confessione di tutti e singoli i peccati). Senza queste condizioni l’assoluzione non è valida, perché siamo noi i primi a chiuderci ermeticamente alla grazia di Dio che vuole rinnovarci. Però, se una persona va a confessare il proprio peccato, almeno un po’ deve esserne dispiaciuta e desiderare il cambiamento: altrimenti essa stessa saprebbe di andare a fare una “recita”, inutile, e quindi non lo farebbe nemmeno.
Spero di essere stato chiaro.
Ciao,
don Marco.