Centro giovanile
"Cristo Re"
25 Maggio 2019

In questa sezione puoi trovare materiale vario.

Iniziamo con il proporre una scheda di catechesi per genitori a partire dalla visione di un film di qualche anno fa, Matrix, dei fratelli Wachowski. Al di là della trama il film mostra una profonda simbologia. 

MATRIX (1999)

Da 9,30 a 11,30: la domanda

Più che la risposta occorre interrogarci sul senso delle cose

Ci osservano: nella società dei consumi siamo un pollo da osservare e spennare… conoscono le nostre abitudini e ce ne istillano di nuove

Cosa cerchiamo dalla vita?

 

Da 21,00 a 23,00: non è qui che vuoi stare

Tu cerchi Dio e Dio da sempre cerca te… ciascuno di noi è chiamato, ha una vocazione

Sappiamo bene quel che c’è là  fuori… il Signore ci offre un cammino inedito per dare senso ad una vita che altrimenti riproduce se stessa senza senso e procede a caso (evoluzione casuale, caso nella vita, circostanze fortuite o sfortuite…). Qual è il senso della nostra esistenza?

 

Da 25,00 a 28,30: pillola azzurra o pillola rossa?

Crediamo a quel che vediamo, ma qualcosa ci dice che non può essere tutto qui… quale sarebbe il senso dell’esistere se sempre bisogna morire e quasi sempre lasciando tutto a à  abbiamo sete di felicità ma non la raggiungiamo; abbiamo sete di infinito, ma siamo finiti

La verità è che siamo nati schiavi e cerchiamo la libertà; ma da soli non possiamo liberarci… occorre qualcuno che ci liberi. La proposta cristiana è che l’incontro con Cristo, che è via verità e vita, è capace di liberare l’uomo per davvero.

Cosa vi offriamo in questo cammino? Scoprire quanto può essere profonda la realtà… offriamo un senso all’esistere

 

Da 51,10 a 51,20: la soglia

Nell’incontro con il Signore gli altri possono solo indicarci la soglia, ma ciascuno personalmente deve attraversarla. Il ruolo del catechista, del genitore e dell’educatore è creare le condizioni affinché sia possibile questo varco. Se noi non creiamo il desiderio di varcare la soglia, i giovani rimangono dove sono. Occorre favorire quelle esperienze che permettono di varcare la soglia. Nell’incontro con il Signore occorre creare le condizioni di possibilità: se un bambino non viene “iniziato”alla preghiera, alla relazione con Dio, alla Messa, non avrà mai la possibilità di percepire Dio come un “Tu”… rimarrà sempre un estraneo.

 

Da 1.07,30 a 1.14,15: l’incontro con l’oracolo

Chi ci accompagna nel cammino ci indica la strada, ci porta alla soglia, ma spetta a ciascuno personalmente varcarla. Noi abbiamo in mente che chi ha incontrato il Signore per davvero è una persona speciale, che l’incontro con il Signore sia per pochi e per questo pensiamo che non sia possibile per noi. Non è Lui che non vuole incontrarci, ma a volte siamo noi che ci auto-escludiamo dall’incontro. Cosa dobbiamo fare per incontrare il Signore?

A volte pensiamo che gli altri possano darci tutte le risposte alle domande circa il Signore… in realtà solo noi possiamo metterci in cammino e rispondere.

Solo conoscendo noi stessi in verità possiamo incontrare il Signore. Essere l’eletto è un po’ come essere innamorato… nessuno può dircelo, ma possiamo solo scoprirlo noi stessi. In questi incontri vorremmo spronare anche i genitori a varcare la soglia, perché il cammino dei figli diviene occasione per i genitori.

Sarebbe facile un incontro con il Signore che avviene in modo meccanico, come una tecnica da imparare (cf. la “visita medica” fatta dall’oracolo a Neo), ma la realtà è più bella e complessa… spetta a noi vivere in prima persona l’incontro.

“Una volta varcata quella soglia, ti ricorderai che non hai mai creduto a queste cose”: il rischio di lasciare un cammino solo ad alcuni momenti… esso funziona se è alimentato dalla vita!!!

 

Da 1,24.30 a 1,27.10: Syfer  (Syfer=Lucifero è l’angelo decaduto, che ha accolto il male…)

Il popolo di Israele nel deserto era tentato di tornare indietro nella schiavitù. La libertà implica la responsabilità del proprio agire e non può essere ridotta al fare ciò che si vuole. Il popolo mormora nel deserto e rimpiange la schiavitù.

“morire così no!”. A volte la vita sembra assurda e la morte giunge senza la possibilità di dare compimento alla nostra sete di felicità. Anche chi non crede, di fronte al nascere e al morire, si interroga sul senso della vita e intuisce che ci “deve”essere una sporgenza, un oltre…

Il miracolo non è un agire di Dio spettacolare… è la capacità di leggere nella realtà un segno dell’agire di Dio. Dio interviene nella nostra vita attraverso persone che ce lo rendono presente e operante.

 

Da 1,31.00 a 1,33.00: andiamo a liberare Morpheus

Ci sono circostanze nella vita in cui abbiamo la percezione che le coincidenze non esistono, che c’è un senso. Ciascuno di noi ha una convinzione: quando essa viene alla consapevolezza, siamo pronti a dare tutto noi stessi per essa.

 

Da 1,47.15 a 1.47,38: il senso dell’oracolo

L’oracolo ha detto solo ciò che Neo aveva bisogno di sentirsi dire. A volte non siamo in grado di accogliere la verità tutta intera. Ci vuole un cammino che ci permetta di vivere nella verità. Quando qualcuno ci dice qualcosa di vero, se ciò non è accolto da noi, non serve a nulla… la verità viene disvelata nella progressione.

“una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è invocarlo”. La verità può essere accolta solo dentro un cammino. Per i cristiani questo si dà nella testimonianza.

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A cura di don Marco Pavan