Centro giovanile
"Cristo Re"
24 Gennaio 2019

Catechismo 2014-15

 

La nostra parrocchia è impegnata da diversi anni nel rinnovamento dei cammini in preparazione ai Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Nella scorsa primavera il nostro card. Angelo Scola ha indicato le linee guida di questo cammino, che sinteticamente riprendiamo.

L’obiettivo fondamentale è “l’introduzione e l’accompagnamento di ogni persona all’incontro personale con Cristo nella comunità cristiana”, ovvero lo sviluppo del dono della salvezza accolto da ciascuno nella fede della Chiesa. Ogni parola ha qui il suo peso: l’essenza della Iniziazione Cristiana è l’incontro personale con il Cristo vivente, esperienza viva di attrazione nella potenza dello Spirito Santo che precede e fonda ogni conoscenza dottrinale e ogni scelta morale; tale incontro avviene nella comunità cristiana, luogo vitale e soggetto educante dei credenti in cammino; avviene, inoltre, secondo la modalità specifica dell’introduzione e dell’accompagnamento, cioè in un arco di tempo ben definito e secondo una pedagogia della fede che è propria della Chiesa stessa. In questo cammino di introduzione e di accompagnamento alla vita di fede hanno un posto di assoluta rilevanza i Sacramenti.

Occorre riconoscere che il contesto sociale e familiare nel quale i ragazzi oggi crescono è radicalmente cambiato. L’ambiente che li circonda spesso risulta povero di esperienze e di segni cristiani. Non è più possibile presupporre tranquillamente una vita comunitaria effettiva, una pratica di preghiera avviata, una vita morale sviluppata e una conoscenza effettiva di Gesù e della Chiesa. Più che generare sterili lamentele, questa situazione deve diventare per noi un invito a rivisitare il percorso dell’Iniziazione Cristiana nella consapevolezza ritrovata dell’identità evangelizzatrice della Chiesa.

La descrizione dell’Iniziazione Cristiana come introduzione dei bambini e dei ragazzi all’incontro personale con Cristo nella comunità cristiana, cioè come lo sviluppo del dono della salvezza accolto dai bambini e dai ragazzi nella fede della Chiesa, lascia chiaramente intravedere le sue due caratteristiche essenziali che costituiscono il punto cruciale di tutto il discorso. Esse sono: in primo luogo, la natura di “cammino” che l’Iniziazione Cristiana assume in rapporto alla complessiva esperienza della fede da parte dei piccoli; in secondo luogo, il ruolo che in essa riveste la comunità cristiana e in particolare quel gruppo di persone che al suo interno si farà carico del loro accompagnamento e che identificheremo con la formula “Comunità Educante”. Su queste due caratteristiche vogliamo concentrarci in modo particolare.

 

Un cammino di introduzione alla vita cristiana

L’Iniziazione Cristiana si dispiega nell’arco di tempo che abbraccia l’infanzia e la fanciullezza, approdando all’età delle preadolescenza: si tratta della prima stagione della vita, la cui importanza è a dir poco fondamentale. Il punto di partenza sacramentale è la celebrazione del Battesimo. L’introduzione dei bambini e dei ragazzi alla vita di fede va pensata come un’introduzione alla conoscenza delle Scritture e dell’insegnamento autorevole della Chiesa, all’esperienza viva della comunione ecclesiale, alla celebrazione dei Sacramenti e alla preghiera, all’apertura di cuore nei confronti di tutti gli uomini e al desiderio di portare loro il Vangelo di Cristo. Questa, appunto, è l’Iniziazione Cristiana: un cammino di introduzione alla vita cristiana in tutta la sua ricchezza.

 

Il ruolo della “Comunità Educante”

L’Iniziazione Cristiana è “espressione di una comunità che educa con tutta la sua vita e manifesta la sua azione dentro una concreta esperienza di ecclesialità”. Tutta la comunità cristiana deve farsi carico della fede dei propri bambini e dei propri ragazzi. Se questo è il compito dell’intera comunità, sarà tuttavia indispensabile che alcuni in particolare lo assumano in modo diretto, costituendo quella che chiameremo la “Comunità Educante”: un gruppo di persone adulte, che vive al suo interno le dinamiche evangeliche della comunità, ed è per i piccoli e per i loro genitori riflesso e concreta espressione della sollecitudine dell’intera comunità cristiana. L’Oratorio, realtà molto cara alla nostra Diocesi, costituisce la struttura tradizionale che dà concretezza a questa configurazione della Comunità Educante, qualificando le presenze e le iniziative, motivando la corresponsabilità degli adulti e dei giovani che vi operano, orientando al compito essenziale di accompagnare alla maturità della fede l'insieme delle proposte e delle iniziative.

 

Un cambiamento di mentalità

Se questi sono i due punti essenziali dell’Iniziazione Cristiana, cioè la sua natura di “cammino” in relazione all’esperienza globale della vita cristiana e il ruolo della “Comunità Educante”, meritano di essere fatte altre considerazioni, che consentano di rimarcare e approfondire il dato fondamentale. Siamo anzitutto di fronte a un importante e necessario cambiamento di mentalità: occorre infatti passare dall’idea delle lezioni di catechismo per prepararsi ai Sacramenti nell’imminenza della loro celebrazione, a quella di un cammino di introduzione progressiva alla vita cristiana, un cammino che si compie nell’arco dell’infanzia e della fanciullezza sino alla preadolescenza. Siamo invitati a considerare gli anni della vita dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, dalla nascita fino alla soglia dell’adolescenza, come il tempo in cui, essi, accompagnati dai loro genitori e dalla comunità cristiana, crescono nella conoscenza del mistero di Cristo, gustando e vedendo quanto è buono il Signore. L’incontro personale con lui nella sua Chiesa è il contenuto dell’Iniziazione Cristiana. È anche il fine a cui mira lo Spirito Santo che opera in loro.


Il coinvolgimento dei genitori

I genitori sono i primi educatori dei loro figli. Essi sentono normalmente vivo il desiderio e la responsabilità di corrispondere a questo compito. Affiancarsi a loro sarà molto importante. Con discrezione e rispetto, ma anche con cordiale sollecitudine, occorrerà operare affinché i genitori si sentano realmente coinvolti nell’Iniziazione Cristiana dei loro figli, anche qualora si trovassero effettivamente distanti dalla vita della comunità cristiana. Sarà compito in particolare della “Comunità Educante” compiere quest’opera di coinvolgimento cordiale e intenso dei genitori, a partire dalla celebrazione del Battesimo, facendoli sentire a pieno titolo parte di questa stessa comunità e rendendo onore al loro ruolo primario di educatori dei loro figli. Non è facile per i genitori comprendere cosa significhi aiutare i loro ragazzi a crescere nella fede. Se per alcuni si tratta di una felice esperienza già in atto, per altri, forse la maggioranza, si tratta invece di un sincero desiderio che non sa bene come realizzarsi. Altri semplicemente non vi hanno mai pensato. In ogni caso, è doveroso che si offra loro un aiuto reale e discreto. Senza dimenticare un altro aspetto decisamente rilevante: l’Iniziazione Cristiana dei propri figli è normalmente un’occasione estremamente preziosa per la fede dei genitori.

 

L’attenzione alla persona

Nel cammino di Iniziazione Cristiana la persona va posta al centro dell’attenzione. L’amore reciproco è il comandamento che Gesù ci ha lasciato e nei confronti dei più piccoli si traduce in una cura piena di sollecitudine per ciascuno di loro. Le situazioni sono necessariamente molto diverse, come pure le personalità: è indispensabile che quanti accompagnano i bambini e i ragazzi negli anni della loro crescita mettendosi al servizio della loro fede lo facciano con affettuosa diligenza, cercando di capire che cosa ciascuno di loro sta vivendo e come ciascuno di loro si sta aprendo all’opera della Grazia. Una forma di verifica del cammino non dovrà mancare, ma risponderà sempre ai criteri del Vangelo e a quelli dell’età. Non si dovranno prevedere automatismi nel cammino di Iniziazione Cristiana ma eventuali rallentamenti andranno ben ponderati, tenendo conto dell’importanza che ha per ciascun ragazzo l’appartenenza ad una classe scolastica. Il caso di fratelli vicini in età andrà considerato con attenzione. L’intervento educativo, particolarmente in un accompagnamento che riguarda la fede, non dovrà mai essere penalizzante, né tantomeno mortificante. Il principio guida è quello della benevolenza di Dio, che non è mai arrendevole accondiscendenza ma è comunque sempre affettuosa accoglienza. La conoscenza non superficiale delle persone permetterà di capire che cosa è giusto chiedere a ciascuno in riferimento al suo cammino personale.

La nostra parrocchia propone un cammino di iniziazione cristiana che intende accompagnare le famiglie nell'educazione alla fede dei propri figli dal Battesimo ad una fede professata e vissuta. Il nostro obiettivo fondamentale è trasmettere la fede e non semplicemente "dare i Sacramenti". Il modello di catechesi che proponiamo ha come soggetto principale la famiglia, cui la comunità cristiana si affianca e propone un cammino. Nella fase 0-6 anni l'equipe battesimale propone incontri e momenti per i genitori, con anche la presenza dei piccoli. A partire dai 6 anni (con l'inizio della scuola elementare) inizia l'itinerario di iniziazione cristiana.

Con i bambini di I e II elementare  e per i loro genitori, proponiamo alcuni incotri (cinque o sei al massimo) per iniziare a conoscere Gesù. È il tempo dell'accoglienza e del primo annuncio. Non si tratta di "fare catechismo" ai bambini, ma di aiutare la famiglia a trasmettere la fede ai propri figli. Per questo motivo gli incontri (che si svolgono normalmente alla domenica pomeriggio) hanno come destinatari e protagonisti sia i genitori che i figli e sono diradati nel tempo (per permettere una partecipazione fruttuosa e gioiosa). Già dallo scorso anno catechistico, questi anni di catechismo sono da riternersi necessari per continuare il cammino di catechesi (ossia dal 2014-15 non si può più iniziare direttamente il cammino in terza elementare senza aver vissuto la fase del primo annuncio).

Il priodo successivo è quello del discepolato (terza elementare): si tratta ora di iniziare a seguire quel Gesù di cui si è sentito parlare nella fase di accoglienza e primo annuncio.

Vi è poi la preparazione ai Sacramenti (quarta e quinta elementare), che verranno celebrati: per la quinta elementare del 2014-15, la Prima Riconcialiazione in Avvento 2014, mentre la Prima Comunione e Cresima insieme o a maggio o ottobre 2014; per gli altri, i Sacramenti saranno celebrati distintamente e progressivamente (I Confessione e I Comunione in quarta elementare; Creisma in quinta elementare o inzio I media). Segue poi un anno (quello di  I media), detto di mistagogia, per trasformare la fede ricevuta in fede vissuta. Progressivamente quest'anno sarà inserito nel progetto educativo del gruppo dei preadolescenti. 

Nella sezione "per Sacramenti" ulteriori informazioni e il calendario degli incontri.  vai

Dopo il tempo dell'iniziazione cristiana, il soggetto principale diventa il ragazzo, che progressivamente allena la propria libertà a vivere la fede nella concretezza della propria vita. Nella sezione post-Cresima tutte le novità per la catechesi della II e II media e delle superiori. Nella sezione preado , ado e gruppo 18-enni ulteriori informazioni.

A ottobre riprenderà la catechesi giovani. Ulteriori informazioni nella sezione apposita. vai.